1983/1993: Enduro 50 Malaguti.

Ringraziamo Francesco Lombardo per il suo contributo fondamentale nello scrivere questo articolo dedicato alle piccole enduro 50 prodotte da Malaguti. A parte le RCX ed RCW che sono motorizzate Franco Morini, le altre enduro prodotte monteranno tutte motori Minarelli, quindi andando a differenziarsi anche rispetto alle stradali RST ed ai tuboni Fifty che monteranno per tutta la loro vita produttiva solamente motori Franco Morini.
 
RCX/RCW 50 – 1983
La storia delle enduro “moderne” Malaguti inizia nel 1983, con due modelli Ronco Rcx ed Rcw: questi due modelli infatti segnarono il passaggio a ciclistiche e motori più raffinati e moderni. Per entrami i modelli le colorazioni erano o tutto rosso con sella nera o tutto bianco con sella rossa. Se esteticamente i due modelli erano uguali, a livello tecnico le differenze erano le seguenti: l’Rcx era equipaggiato con motore Franco Morini T4 raffreddato ad aria e freni a tamburo, strumentazione composta da tachimetro spie frecce e chiave di contatto. L’ Rcw era invece equipaggiato con motore Franco Morini TA-50 raffreddato a liquido con sistema a termosifone, freno anteriore a disco e con strumentazione dotata di contagiri. Entrambi i motori avevano l’ammissione lamellare (pacco piccolo), 4 marce e l’accensione a puntine. La ciclistica vedeva al posteriore due ammortizzatori.
 
 
MDX 50 – 1984
Alla fine del 1984 Malaguti fece un ulteriore passo avanti sia come tecnologia che come estetica, inserendo in listino l’ Mdx che in buona sostanza diventerà la base per tutte le futuro enduro Malaguti. Il prezzo di listino era di lire 2.240.000 e lo collocava come top di gamma della produzione enduro Malaguti. 
Numerosi furono gli ammodernamenti tra cui il telaio rivisto, la forcella anteriore teleidraulica da 32mm, il forcellone posteriore a tubi quadri servito da sospensione “monogas” con ammortizzatore singolo e freni misti con impianto Grimeca a disco da 220mm all’anteriore servito da pompa idraulica e freno posteriore a tamburo.
Il motore utilizzato era il Minarelli MR4 privo di ammissione lamellare, ma con pompa di circolazione del liquido, accensione elettronica e cambio a 4 rapporti. La strumentazione prevedeva anche il contagiri, ma l’impianto elettrico era da 6v senza batteria.
Le colorazioni disponibili erano per entrambi i modelli bianco e blu con tabelle porta numero nere e inserti rossi, o rosso e bianco con tabelle porta numero bianche ed inserti blu. 
 


 
MEX-MFX-MGX 50 – 1985/1986
Nel 1985, Malaguti iniziava a riproporre la medesima strategia commerciale già vista con i suoi tuboni e quindi andava a presentare diversi allestimenti per le sue enduro 50. Nel 1985 e 1986, l’offerta Malaguti spaziava intorno a due modelli principali: la serie MDX (successivamente Mdx gold) dotata del Minarelli MR4 e considerata top di gamma e la serie Mex-Mfx-Mgx dotata del Minarelli RV4 (GS raffreddato ad aria per Mgx) che offriva un allestimento top per il Mex (lire 2.280.000), intermedio per il Mfx (lire 2.171.000) e base per il Mgx (lire 1.996.000). 
 
Le sovrastrutture erano simili per tutti e tre i modelli, così come le sospensioni, tuttavia il Mex si distingueva per la presenza del miscelatore automatico e per il freno anteriore Grimeca a disco da 220mm con comando idraulico. L’Mfx era privo di miscelatore automatico ed aveva il comando meccanico per il disco anteriore Grimeca che rimaneva sempre da 220mm.  La strumentazione era completa di contagiri e prevedeva anche diverse spie, tra le quali quella per indicare la massima temperatura di funzionamento e per il Mex il livello olio del miscelatore. Impianto elettrico da 12v per con batteria per entrambi.
 
 
Introdotto come versione base nel 1985, il modello Mgx si dimostrava molto longevo tanto da rimanere in listino fino al 1988. Essendo la versione con allestimenti base, il Mgx veniva equipaggiato con un motore Franco Morini GS raffreddato ad aria, con ammissione lamellare, ma privo di miscelatore automatico e sempre con cambio a quattro marce. L’impianto frenante vedeva un tamburo Grimeca da 118mm all’avantreno al posto del disco e la strumentazione veniva privata del contagiri. Nel complesso però la qualità costruttiva rimaneva buona e anche se la sostanza era inferiore ai modelli di punta, la Mgx era comunque una moto completa a tutti gli effetti. 
 
 
MLX-MEX-MGX 50 – 1987
Nel 1987 il Mlx 50 si affiancava al Mex continuando la tradizione Malaguti di fornire in genere tre allestimenti diversi per le proprie moto e quindi: la versione top di gamma Mlx proposta al prezzo di Lire 2.498.000, la versione intermedia Mex (che così nella scala dei valori prende il posto della precedente versione intermedia Mfx che esce di produzione) proposta al prezzo di lire 2.350.000 e la versione base Mgx proposta al prezzo di lire 2.145.000.
La dotazione era sempre completa e vedeva il motore Minarelli RV4A dotato di pompa di circolazione, ammissione lamellare, miscelatore automatico e cambio a 4 marce. L’avviamento rimaneva a kick-starter. La strumentazione era sempre completa di contagiri e spia per la temperatura di raffreddamento oltreché per la riserva olio. Il disco anteriore Grimeca da 220mm veniva dotato di copridisco. Lo scarico con terminale in color oro singolo e non doppio come sul Mdx Gold e sul Dune.
 
 
MRX 50 – 1988
Nel 1988 veniva introdotta l’Mrx che riprendeva il look della Dune prima serie del 1987 e quindi con sovrastrutture ad essa molto simili, sebbene con la novità del parafango basso. Il prezzo era di lire 2.640.000 ed il modello andava a sostituire il precedente Mlx che usciva di listino assiema alla versione intermedia Mex (sebbene la versione base Mgx rimanesse in listino fino alla fine del 1988).
Le nuove grafiche con i fulmini colorati erano un accostamento cromatico davvero ben riuscito, sebbene le decal utilizzate non fossero il massimo come qualità. Le colorazioni disponibili erano: nera con decalcomanie gialle e rosse con sella gialla, blu con decalcomanie gialle e rosse con sella gialla, bianca con decalcomanie rosse e blu e sella rossa. Inoltre era l’unica enduro ad avere il doppio cavalletto uno centrale e l’altro laterale.
Il cruscotto restava il medesimo della Mlx ed il motore rimaneva il classico Minarelli RV4A con cambio a 4 rapporti, sempre con il miscelatore automatico, ma sprovvisto di avviamento eletttrico. La ciclistica praticamente rimane immutata. Terminale di scarico singolo.

MRX 50 1990/1992
Nel 1989 entrava in vigore la limitazione a tre marce per i 50 e pertanto vennero l’MRX venne aggiornato con un nuovo motore Minarelli DL3 che si differenziava dal RV4 essenzialmente nel cilindro (di forma tonda sul DL) che poteva vantare ben 7 travasi ed una corsa corta di 39mm rispetto ai 42mm del RV4. Tutto il resto rimaneva invariato. Le nuove colorazioni erano: una rossa e bianca con sella blu, ed un’altra bianca blu con sella blu. Il prezzo era di lire 2.980.000 e la Mrx rimane in listino fino alla fine del 1992 per poi lasciare spazio al modello Enduro JX che riprendeva totalmente le linee della Mdx Gold ad eccezione del portapacchi di nuovo disegno. 
 
 
MDX 50 Gold – 1986
Nel 1986 Malaguti aggiornava il precedente Mdx con la nuova versione Mdx Gold. Si trattava di un modello esteticamente inedito, caratterizzato da sovrastrutture più “dakariane”, per essere al passo con la moda del momento. Proposto in listino al prezzo di lire 2.538.000 l’Mdx Gold diveniva il top di gamma della produzione enduro Malaguti, diventando più costoso del Mex e del successivo Mlx. L’evoluzione del Mdx Gold sarà il modello Dune presentato nel 1987. 
L’Mdx Gold veniva equipaggiato con un caratteristico doppio silenziatore di scarico color oro che lo distingueva dalle altre enduro Malaguti, una caratteristica che verrà ripresa anche dal successivo Dune. Il motore restava il Minarelli MR4 privo di ammissione lamellare e di miscelatore automatico. L’impianto elettrico diventava a 12v con batteria e la strumentazione veniva sostituita con una più completa dotata di numerose spie e di indicatore della temperatura di raffreddamento. Le colorazioni disponibili erano nera con decalcomanie gialle e sella gialla o bianca con decalcomanie rosse e sella rossa.
 
 
 
DUNE 50 – 1987
Introdotta sul mercato nel 1987 al prezzo di lire 2.914.000, la Dune era la diretta concorrente dell’Aprilia Tuareg Rally. A livello estetico il cupolino diventava solidale al serbatoio, donandole un look dakariano.
La ciclistica rimane immutata rispetto alla Mdx, sebbene venga adottato al posteriore un freno a disco a comando idraulico da 185mm. Il motore rimane il precedente Minarelli MR4 sempre sprovvisto di miscelatore automatico e la strumentazione era però identica alla Mdx. Le colorazioni disponibili erano: nera con decalcomanie gialle e sella gialla, blu con decalcomanie gialle e sella gialla, bianca con decalcomanie rosse e sella nera. 
 
 
DUNE 50 ES e KS – 1988
Nel 1988 veniva aggiornato il Dune con un’estetica tutta nuova in perfetto stile Dakar e con un curioso beccuccio all’anteriore che ricordava le linee della Suzuki Dr Big. Il Dune era chiaramente ispirato alle moto delle maratone africane e con un prezzo di lire 3.450.000 per la versione con avviamento elettrico (lire 3.145.000 per la versione con avviamento a pedivella) si collocava come enduro top di gamma Malaguti. 

La ciclistica rimaneva essenzialmente la medesima che tracciava le sue origini dalla Mdx del 1984, sebbene la Dune 1988 introduceva una forcella Paioli a steli rovesciati da 33mm e manteneva il disco freno posteriore da 185mm, per la prima volta introdotto sulla Dune 1987. 
Il motore rimaneva il conosciuto Minarelli MR4, privo di ammissione lamellare e del miscelatore automatico, sebbene ora dotato nella versione ES di avviamento elettrico. Una scelta curiosa, se si pensa che il meno costoso Mrx montava il Minarelli RV4A, dotato di ammissione lamellare e del miscelatore automatico, ormai considerato dotazione standard da quasi tutta la concorrenza. Veniva mantenuto il caratteristico doppio terminale di scarico. I colori disponibili erano rosso con sella blu oppure nero con sella verde.
 
 
DUNE 50 ES e KS – 1989/1990
La versione 1989 rimaneva identica alla precedente, variando nelle colorazioni disponibil: una blu bianca e l’altra rossa bianca, entrambe avevano due dune iconizzate nella parte centrale dell’avantreno per creare sia un effetto di associazione al nome della moto sia un richiamo alla gara Parigi Dakar. Nel 1990 si aggiunge anche una colorazione nero opaco con decalcomanie gialle e rosse e sella gialla ed il Dune poi esce di listino nel 1991.

 
 
 
A fine 1993 la Malaguti si ritirerà definitivamente da questo segmento per passare alla produzione esclusiva di scooter.