Chi Siamo

Benvenuti su www.125stradali.com!

Finalmente la nuova versione del sito è pronta e speriamo che vi piaccia!

125stradali nasce nel 2007 ed è un sito a scopo informativo, assolutamente gratuito e aperto a tutti. La missione è fornire agli appassionati delle 125 made in Italy anni 80 e 90 una valida biblioteca virtuale che possa tornarvi utile per cercare la 125 dei vostri 16 anni, per poterla ripristinare o restaurare e soprattutto per poterla utilizzare! Le schede pubblicate su ogni 125 prodotta hanno proprio la funzione di fornirvi tutte le informazioni più importanti su ogni singolo modello in modo tale che possiate acquistare la 125 che sognate, facendo attenzione a non comprare la classica “sola”.

125stradali è anche un gruppo di amici che si ritrova nel 125 Club Italia, il nostro bar virtuale interno, che a differenza del sito, invece, non è aperto al pubblico e non è un forum. Per accedervi, la regola è semplice: bisogna essere presentati da due associati che garantiscono sulla vostra passione e serietà.

Il 125 Club Italia organizza due/tre raduni all’anno, rigorosamente riservati ai possessori di 125 anni 80/90 e che si svolgono nelle più belle località d’Italia. Dal Nord al Sud. La partecipazione è volutamente limitata a 10/15 persone, in quanto troviamo che raduni più numerosi, oltre a creare problemi organizzativi di non poco conto, sono forse anche meno divertenti, visto che poi non sempre è possibile conoscersi tutti. Invece, con un numero limitato, è anche possibile scambiarsi le moto ad ogni semaforo e… pensate che bello scendere da una Aprilia Project 108, salire su una Sintesi, poi su una Futura e poi su una RS Extrema. Un lustro di evoluzione che, parola di chi scrive, è emozionante provare su strada,al giorno d’oggi, divertendosi con gli amici come quando avevamo 16 anni, dimenticando i problemi “dei grandi” per qualche piacevolissima ora.

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Come avrete notato dal logo e dal nome, il sito è prevalentemente dedicato alle 125 stradali prodotte dalle quattro maggiori case che hanno fortemente caratterizzato quei mitici anni, cioè Aprilia, Cagiva, Gilera e la molto italiana Honda Italia di Atessa. Certamente altri nobili marchi hanno lasciato la loro traccia, ma la competizione era così forte e gli investimenti necessari così importanti che molti non videro l’alba degli anni 90. Ad ogni modo, esiste una sezione che giustamente ricorda anche loro.

Le 125 enduro stradali sono state un altro fenomeno anni 80/90, una vera e propria evoluzione delle specialistiche regolarità anni 70. Le enduro stradali erano dotate di ciclistiche e motori ottimizzati anche per un uso stradale e caratterizzate dalle stesse raffinate dotazioni tecniche presenti sulle cugine stradali, pur essendo comunque efficaci sugli sterrati. Come per le 125 stradali, Aprilia, Gilera, Cagiva e Honda Italia produssero i modelli più sofisticati e sebbene altri costruttori ci provarono, pochi ebbero lo stesso successo.

Come poi dimenticare i 50cc a marce che in barba al Codice che ancora oggi li definisce dei ciclomotori erano, invece, delle vere e proprie moto. I cinquantini erano l’antipasto di un mondo meraviglioso che, genitori consenzienti, poteva aprirsi a 16 anni compiuti, ma non per questo erano meno desiderati. Aprilia e Malaguti furono i marchi preferiti ed i loro modelli da strada ed enduro furono forse tra i più apprezzati. Cagiva e Gilera fecero anche loro la loro parte, ma in tono minore.

Il momento magico delle 2T italiane è stato senza dubbio la decade 1984-1994. 125stradali tratta principalmente le 125 di quel periodo, quindi non troverete alcuna scheda sulla 125 depotenziate prodotte dal 1997 in avanti. In quegli anni possedere “la centoventicinque” era uno status-symbol. Un vero e proprio fenomeno nazionale che le nuove generazioni forse non riusciranno mai a comprendere fino in fondo, ma per coloro che quegli anni li hanno vissuti… “la centoventicinque” non se la dimenticheranno mai.

Tutto iniziò con la Gilera RV 125 del 1984, la prima vera 125 stradale moderna. Prima di lei, Laverda LZ e Zundapp KS, con il loro raffreddamento a liquido e l’affidabilità teutonica del motore Zundapp, avevano conquistato molti sedicenni contribuendo a portarli dalle moto con le ruote tassellate alle stradali. La Cagiva SST ebbe un seguito importante, ma di veramente stradale aveva poco e poi era ancora raffreddata ad aria. L’Aprilia ST 125 del 1983 divenne senza dubbio l’anello di congiunzione tra il “vecchio” ed il “nuovo”, andando ad offrire una 125 tecnicamente molto raffinata, ad esempio ricordiamo l’ ammissione lamellare ed il mono ammortizzatore posteriore, ma ancora assemblata con componentistica economica, tipica delle motoleggere italiane del periodo.  Con l’arrivo nel 1984 della Gilera RV (e la sua derivazione da enduro RX), si assistette quindi a quel salto di qualità che di li a poco avrebbe trasformato il mercato delle 125 stradali italiane in uno dei mercati più competitivi al mondo e dove il progresso tecnologico avrebbe fatto passi tali da rendere quasi improprio il paragone tra le 125 made in Italy e molte blasonate medie e maxi cilindrate.

Nel 1985, fortemente voluta dai manager italiani di Honda Italia e prodotta ad Atessa, arrivò la NS-F, ovvero la prima 125 stradale dotata di valvola allo scarico e, come per la RV, dotata di una componentistica raffinatissima e assolutamente in linea con moto di maggior cilindrata. Nel 1986 è ancora il turno di Gilera che con la KZ disegnata da Luciano Marabese, presentava la prima 125 stradale con ciclistica e dimensioni da vera e propria media cilindrata.  Il 1987 vide l’arrivo dell’ Aprilia AF1 Project 108, la prima moto al mondo commercializzata con il forcellone mono braccio, e della splendida Cagiva Freccia C9, disegnata dal genio Massimo Tamburini, papà delle future Ducati 916 e MV Agusta F4 e Brutale. La metà degli anni 80 vide anche la fine delle meteore HRD, le artigianali 125 stradali che in solo un anno e mezzo di produzione si guadagnarono la fama di “Bimota delle 125”. Ma, come per le favolose Malanca bicilindriche, anch’esse reginette dei primi anni 80, si trattava di moto artigianali che non potevano reggere il passo con la migliore concorrenza che ormai era in grado di offrire vere e proprie moto che con le motoleggere avevano in comune solo la cilindrata.

Ancora nel 1988 Aprilia con la Sintesi e Honda con la NSR-F, entrambe con telaio in alluminio, lasciarono il vuoto dietro di loro, presentando due 125 stradali diversissime tra loro e tecnicamente super dotate. La Sintesi ricordava vagamente la Honda RC30, ma aveva una dotazione ancora più completa con forcella a steli rovesciati e freno a disco da 320 mm flottante. La NSR-F aveva la particolarità del telaio Alcast in alluminio costruito in pressofusione dalla Grimeca, un’azienda italiana leader nel settore, ma soprattutto, era priva di qualsiasi carenatura. In un mercato dove le carene spopolavano ed erano sigillate tanto da non lasciare nemmeno intravedere il telaio, Honda andò completamente controcorrente, presentando una moto “nuda” ed il successo fu immediato. Fu il trionfo della tecnologia, ma anche dello stile e dei colori che caratterizzarono così fortemente quegli anni. Ogni 125 prodotta era assolutamente originale. Nessuna si assomigliava ed erano tutte immediatamente riconoscibili.

Il 1989 salutava l’arrivo della prima 125 sportiva in assoluto, la Gilera SP01 che divenne un’icona assoluta, aprendo la strada ad un nuovo segmento di 125 super performanti che vedranno Aprilia e Cagiva monopolizzare il mercato con le fantastiche AF1 Futura e Mito presentate nel corso del 1990. Le favolose Aprilia RS Extrema, Honda NSR Raiden e Yamaha TZR-R, prodotta dalla importatrice Yamaha italiana Belgarda, seguirono nel 1991 e 1992. Nel 1994 arrivarono le ultime due evoluzioni delle 125 stradali, ma ormai l’interesse era calato per tutto il segmento: Aprilia RS 125 e Mito EV furono le ultime 125 stradali da 30 e passa cavalli alla ruota. Poi arrivarono le limitazioni a 15 cv, che dal Gennaio 1997 vietarono la vendita dei 125 a potenza libera. L’affermarsi degli scooters a metà anni 90 decretò poi la fine della “moda” dei 125 e anche dei cinquantini a marce che vennero di fatto relegati ad un mercato di nicchia, fatto di pochi appassionati. Un tramonto che fu molto visibile sulle riviste del settore, come Motociclismo e Motosprint (dai quali sono stati presi i dati dei rilevamenti sulle prestazioni delle 125 recensite nelle schede), che per un decennio dedicarono i servizi più importanti a tutta pagina sia ai cinquantina che alle centoventicinque made in Italy. Servizi che dalla seconda metà degli anni 90 vennero velocemente rimpiazzati dalle prove dei vari scooters che ormai avevano vinto gli interessi del mercato.

Consci dell’importantissimo ruolo giocato nell’agonismo professionale nazionale, abbiamo una completissima sezione dedicata al campionato italiano Sport Production ed ai vari Trofei Monomarca. Max Biaggi, Loris Capirossi, Valentino Rossi: ragazzi, vi ricordate dove avete iniziato? Ora siete nell’olimpo dei grandi, ma all’epoca eravate dei ragazzini con la voce petulante come il motore delle vostre 125 stradali a due tempi made in Italy!

Ma coloro che resero onore al motociclismo nazionale ed alle nostre amate 125 non furono solo i nomi che oggi tutti conoscono. Su Facebook troverete un fantastico gruppo dedicato ai tantissimi piloti che ebbero la fortuna di vivere il fenomeno delle 125 stradali in pista. Gente che segnò le pagine del motociclismo nazionale.

In fondo alla pagina principale troverete la sezione 125 Events dove raccontiamo i nostri raduni in sella alle nostre 125 anni 80 e 90. Nella sezione 125 Cose Interessanti, troverete un pò di tutto, dalle interviste ai personaggi che hanno materialmente fatto parte del mondo delle 125 anni 80 e 90, alle nostre prove su strada, ai libretti di uso e manutenzione, manuali di officina e tante alte cose interessanti.

Il sito è in costante aggiornamento, quindi speriamo di completare presto le schede mancanti.

Buona lettura e per contattarci inviateci una e-mail a: j@125stradali.com

Qui trovate il nostro canale su youtube, aggiornato con i video che, tempo permettendo, di tanto in tanto carichiamo.

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