Possono circolare le moto a due tempi in Lombardia?

Sempre più spesso riceviamo richieste di Soci ed amici che ci chiedono se le loro moto a due tempi (euro 0) possono circolare nella loro città. Proviamo subito a darvi una risposta, che proveremo ad elaborare nel corso dell’articolo: SI, possono circolare. Ma…

Proviamo a spiegarvi il “ma” riassumendo per punti:

1) In Italia nulla è semplice. Quindi, per quanto riguarda alle limitazioni per la circolazione del parco auto-moto storiche, pare che ogni Regione e Comune abbiano sostanzialmente una loro visione normativa che traducendo significa che la situazione è ancora un pò confusa. Essendo il nostro Motoclub residente in Lombardia, per il momento tratteremo solo la nostra regione di appartenenza.

2) In Lombardia le moto euro 0 a due tempi sostanzialmente possono circolare nei 209 Comuni di fascia 1, solamente se sono regolarmente iscritte ai registri storici ASI o FMI. Le moto a 2 tempi euro 0, se non iscritte ai registri storici, NON possono MAI circolare. Sono completamente bannate dalla circolazione. 

Si legge sul regolamento la deroga per i “veicoli di interesse storico o collezionistico ai sensi dell’articolo 60, comma 4, del D.lgs. n. 285/1992 e i veicoli con più di vent’anni e dotati dei requisiti tecnici previsti dall’articolo 215 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 16 dicembre 1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in possesso di un documento di riconoscimento redatto secondo le norme del Codice tecnico internazionale della Fédération Internationale des Véhicules Anciens (FIVA), rilasciato da associazioni di collezionisti di veicoli storici iscritte alla FIVA o da associazioni in possesso di equipollente riconoscimento regionale.

Quindi: se un Socio possiede una Cagiva Mito del 1990 non iscritta ai registri storici e la usa, è passibile di essere multato con una sanzione che varia da 75 a 450 euro. Mentre un altro socio con Cagiva Freccia C9 del 1987 regolarmente iscritta FMI o ASI, potrà usarla tutto l’anno. Invece, un socio con una Yamaha R1 del 1998 per il momento potrà circolare liberamente senza necessità di iscriversi ad un registro storico. 

3) Area B e C Milano: le moto due tempi euro 0 potranno circolare, ma secondo quanto il testo del punto 3) della Delibera n. 77 del 29/1/2021 riporta:

“Approvare, ad integrazione della disciplina vigente, la seguente deroga al divieto di accesso di cui all’ALL. 2 della D.G.C. n. 1617/2018 e s.m.i.:

–         i veicoli d’interesse storico con almeno quarant’anni e dotati di Certificato di Rilevanza Storica (C.R.S.) rilasciato dagli enti preposti, sono derogati, previa registrazione della targa secondo le modalità che saranno indicate nei provvedimenti attuativi, dal divieto di accesso;

–         ai veicoli d’interesse storico con più di 20 anni, ma inferiori a quaranta, dotati di Certificato di Rilevanza Storica (C.R.S.), sono riconosciuti 25 giorni di accesso all’anno, anche non consecutivi previa registrazione secondo le modalità indicate nei provvedimenti attuativi.

I suddetti accessi restano subordinati al pagamento della somma di accesso prevista dalla relativa disciplina ai sensi della D.G.C. n. 588/2013 e s.m.i..”

Quindi, vediamo qualche esempio:

  • Zundapp 125 KS del 1980, cioè quarantennale. Con il C.R.S. (ASI o FMI), la moto potete usare anche ogni giorno per entrare in Milano (previa registrazione della targa nel database de Comune):
  • Aprilia AF1 125 del 1988, cioè non ancora quarantennale. Con il C.R.S. (ASI o FMI), la moto potete usare per massimo 25 giorni all’anno per entrare in Milano (previa registrazione della targa nel database de Comune). La cosa interessante, è che se avete due moto, gli ingressi diventano 50, 75 con tre e così via. 
  • Ducati 916 del 1994, cioè moto 4 tempi non ancora quarantennale. Le moto euro 0 ed 1 a quattro tempi, secondo le regole del Comune, non potranno circolare dal Ottobre 2024! Dopo il 2024, si applicano le regole viste sopra negli esempi con i 125.

In ogni caso, Vi preghiamo di informarvi direttamente in quanto le normative possono cambiare. Cercheremo di tenervi aggiornati, nella speranza che il legislatore voglia metter mano a livello nazionale cercando di uniformare la normativa, con l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio storico auto-motociclistico, invece di danneggiarlo. 

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