Trofeo Gilera 1991

Per la stagione 1991, l’organizzatore LMC e Gilera decidono di far partecipare tutti e tre i modelli della serie SP, cioè SP01, SP02 e la neonata SP 91 Crono. In verità, per poter venire iscritte, le precedenti SP01 e 02 devono montare un apposito kit di aggiornamento che le adegua alle nuove Crono. La SP 91 infatti si differenzia delle precedenti SP solamente nel motore, dove cambiano cilindro, pistone, imbiellaggio e la valvola di scarico non più comandata meccanicamente ma tramite un solenoide azionato da una centralina. Inoltre sulla Crono viene montato un codone più filante che però non è permesso montare sulla SP. La ciclistica non subisce modifiche, mantenendo sempre la ruota da 16” all’anteriore nonostante tutte le altre ottavo di litro sono ormai equipaggiate con una da 17 pollici. Di conseguenza lo sviluppo delle gomme per la ruota da 16” si ferma e Gilera si vede pesantemente penalizzata nel campionato sport production dove è costretta a correre con gomme di vecchia concezione.

trofeo_gilera_91_andrea_buzzi

Purtroppo le modifiche introdotte dalla Crono non danno i risultati sperati: si è vero, si raggiungono ben 12.500 giri, ma a scapito della coppia che era già un punto debole delle precedenti SP. Inoltre non viene modificato il cambio che rimane spaziato per un uso stradale, invece che come si vorrebbe in pista con una prima lunga e le altre marce più corte. Un altro grave difetto che Gilera paga nei confronti della concorrenza che invece per i modelli dedicati alla sport production adotta una spaziatura del cambio corretta per l’uso in pista (prima marcia lunga e ele altre pià ravvicinate). Insomma, stavolta un passo indietro rispetto al passato. Lo dimostra anche il fatto che i tempi sul giro del trofeo salgono in tutte le piste e chi viene dalle precedenti stagioni nota subito come la nuova moto sia più lenta e meno sfruttabile della vecchia. Per il resto il regolamento rimane uguale ai precedenti, stessi fornitori per gomme e marmitta (Pirelli/Giannelli). Da notare che sulle SP 01/02 si può correre con colorazione libera. (non sulla Crono che deve rispettare la colorazione originale).

L’edizione 1991 del Trofeo Gilera fa riflettere. Tecnicamente si comincia ad intravedere il declino dalla Gilera che con la Crono fatica a competere nel campionato sport production a causa soprattutto della mancanza di un team ufficile all’altezza e di un collaudatore. Da notare le altre case hanno collaudatori del calibro di Bulega per Cagiva, Guareschi per Honda, Guidotti e Pellizzon per Aprilia. Rispetto alla precedente edizione, il Trofeo 1991 ha permesso di mettere in luce non solo i veterani degli anni passati, ma anche debuttanti assoluti, tra cui Andrea Buzzi. Un altro è sicuramente Ivan Clementi che da esperti motociclisti sicuramente lo avete sentito nominare ancora oggi. Alex Mastrodonato è riuscito a salire sul podio arrivando in pista con la moto targata e con la cassetta dei ferri sulle spalle per smontare frecce e specchi! Valerio Mazzone che con i suoi 80 chili di più non poteva fare. Poi le conferme di Norino Brignola (due volte campione SBK in seguito) e quella di Cristian Caliumi che vince il titolo seguito da Andrea Buzzi.

La Cronaca delle Gare
Si parte dal circuito lungo di Vallelunga, si corre tutti su SP01 e 02 kittati 91 in quanto la Crono non è ancora stata ancora consegnata. La corsa vede subito prendere il comando due piloti provenienti dal Trofeo precedente: Caliumi e Lucca (al terzo anno di trofeo). Caliumi cade e Lucca si invola verso la vittoria. Per il secondo posto, distaccati si danno battaglia i già esperti Brignola e Carnevale che però se la devono vedere con due debuttanti: i romani Andrea Buzzi e Valerio Mazzone del team 3b Bastianelli(ex Ascone). Buzzi la spunta su Brignola arrivando secondo e Mazzone quarto davanti a Carnevale.

La seconda prova si corre a Varano dove la gara è dominata dal debuttante ma buon conoscitore della pista Paolo Storti che vince davanti a Caliumi. Terzo la sorpresa Salvatori davanti a Buzzi che si porta al comando della classifica. Insomma sembra che quest’anno i debuttanti possano fare sogni di gloria. Fino ad ora tutti i podi sono stati monopolizzati dalle vecchie SP.

Autodromo di Magione, ancora protagonista Paolo Storti autore della pole davanti a Lucca e Buzzi. In gara mantiene il comando ma deve rallentare per problemi elettrici, quindi vince Lucca davanti a Brignola. Buzzi con la Crono, che finalmente prende parte al Trofeo, dopo una brutta partenza giunge terzo e fa suo il giro veloce ed il primo posto in classifica anche se non ha ancora vinto una gara. Quarto il compagno di squadra Valerio Mazzone che ha la meglio all’ultimo giro su Caliumi.

Si torna a Varano per la quarta prova che vede Caliumi vincere davanti a Lucca. Buzzi si ritira per un banale guasto e Storti in testa cade. Ne approfitta un altro arrembante debuttante, il romano Alex Mastrodonato che arriva terzo. Con il ritiro di Buzzi si porta al comando della classifica Lucca, forte delle due vittorie di Magione e Vallelunga.

Ritorno a Roma sul circuito corto di Vallelunga, il campionato ormai è una lotta a tre: Lucca, Caliumi e Buzzi che stavolta riesce a vincere e riprende la testa del campionato a pari punti con Caliumi che giunge secondo. Lucca che cade ancora mentre Paolo Storti non riesce più ad essere protagonista. Continuano però a stupire i debuttanti, stavolta con Ivan Clementi che riesce a salire sul podio, davanti a Dimitri Galli e ancora il regolare Valerio Mazzone che potrebbe fare di più ma è penalizzato dalla sua stazza da pilota SBK.

Avvincente la penultima prova a Misano dove i commissari di percorso non si accorgono che la curva “bruta pela” è inondata di olio lasciato dai sidecar nelle prove precedenti a quelle del trofeo. I primi ad entrare in pista sono i due pretendenti al titolo Buzzi e Lucca che di conseguenza cadono. Con le moto danneggiate irrimediabilmente, Buzzi con il cambio bloccato in terza e Lucca senza due marce, entrambi non riescono a fare meglio che qualificarsi partendo dalle retrovie. Caliumi svetta in pole. In gara Caliumi va subito in testa mentre Lucca e Buzzi cominciano la loro rimonta disperata. In una serie di sorpassi disperati, Buzzi dall’ultima posizione supera Lucca e arriva a meno di un secondo da Caliumi. All’ottavo ed ultimo giro (nel 1990 i giri erano nove) Buzzi per poco non ce la fa a vincere. Ma ancora non è finita! In sede di verifica tecnica Caliumi viene inizialmente squalificato avendo montato un cilindro sport production. Il commissario avvisa che Buzzi ha vinto la gara ma successivamente Caliumi viene riammesso in classifica.

L’ultima prova di Monza, si corre sotto il diluvio e vince il “rainman” del campionato Norino Brignola, con Caliumi che nonostante una scivolata arriva quarto proprio davanti a Buzzi. Segue Lucca. Altri debuttanti sul podio, Mario Agnoletti e Rella che con il bagnato hanno dimostrato di saperci fare. Il trofeo va a Cristian Caliumi.

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